The Latest

Maggio 19, 2013 / 21992 note
I was always hungry for love. Just once, I wanted to know what it was like to get my fill of it. To be fed so much love I couldn’t take any more. Just once.
Haruki Murakami, Norwegian Wood  (via sickur)

(via oktoberkind)

Maggio 19, 2013 / 4756 note
Cosa va di moda oggi?”
“Tante cose, ma nulla di buono.
Seguire la massa, seguire gli stereotipi senza un minimo di cambiamento e di personalità, senza distinguersi.
L’incoerenza, la gente finisce a giudicare per poi seguire ciecamente.
La falsità, nessuno più vive senza una maschera chi perché è codardo chi perché per necessita si è cucito addosso la propria talmente bene che non riesce più a distinguere dove finisca essa e dove cominci il proprio essere.
L’ipocrisia, tutti vogliono essere ciò che non sono, tutti vogliono avere virtù e ideali che non hanno, dolori che non provano, amori che non posseggono.
Niente più di vero, niente più di sincero.
Ecco cosa va di moda oggi.
Scrivipervivere (via biancoeneroacolori)

(via biancoeneroacolori)

Maggio 19, 2013 / 52 note
Maggio 19, 2013 / 33946 note
Maggio 18, 2013 / 56334 note
relax-refresh:

Happy 20th Jack & Finn!
Maggio 18, 2013 / 144678 note

relax-refresh:

Happy 20th Jack & Finn!

(via life-is-beautiful-sg)

E poi vaffanculo, perchè ci sono cose nella vita che si risolvono solo con un vaffanculo.
Luciana Littizzetto (via the-little-alchemist)

(via la-ragazza-solitaria)

Maggio 17, 2013 / 679 note
Ci sono momenti in cui non sai cosa ti stia capitando, non ne hai la minima idea, ma sai che ti sta capitando. Momenti strani, in cui ti ritrovi a riflettere su così tante cose, da riuscire quasi a scoppiare.
Momenti in cui pensi e sei certa di essere una persone strana. Abbandoni persone all’improvviso ma quando te le ritrovi vicino, scopri che ti mancano più di chiunque altro. Sono affianco a te ma ti mancano, non ci sono più. Ti mancano i momenti passati con loro, le giornate passate a passeggiare insieme, ti mancano le occhiatacce storte di quando nessuno dei due vuole essere il primo a fare qualcosa, ti mancano quei momenti in cui decidete di fare una foto, ma alla fine ne fate sempre di più perchè uno dei due è venuto male, ti mancano quei momenti in cui si rimaneva in silenzio, silenzio che finiva in un abbraccio, e in quell’abbraccio ti sentivi protetta. Ti sentivi come se non ci fosse nessun altro al di fuori di voi, in quel momento. E ci sono momenti in cui scopri che hai mandato tutto questo a puttane, per motivi che non ti sono ancora chiari, magari per la troppa confusione.
Momenti in cui vedi che tutto il mondo ti si rivolta contro, e pensi “perchè? perchè a me? ci sono persone che escono con leggins leopardati, perchè dovete fare tutto ciò a me?!”
Ci sono persone che dicono che la mia vita è un film, ma l’unica cosa che riesco a dire è “no, non penso”. Non è così, nessuno sa quel che c’è dietro le cose. Un giorno ero alla stazione, aspettavo papà che tornasse da una riunione, così mi sedetti vicino una signora. Era non molto giovane, sulla sessantina. Parlammo della vita, di quanto fosse complicata e bella allo stesso tempo. Mi raccontò la storia di una ragazza a cui teneva particolarmente. Frequentava il liceo, era una tipa come tante, ma lei pensava fosse diversa. Parlava con le “amiche”, usciva quando le andava, amava leggere, vedere film in lingua straniera, le piaceva un sacco uscire con la mamma, nonostante lo facesse raramente. Era riservata, non raccontava i suoi fatti a tutti, di solito parlava soltanto con la nonna e con un ragazzo conosciuto i primi giorni di scuola, ma che subito le divenne amico. Era un po’ di tempo che non si sentiva bene. La signora mi disse che un giorno la ragazza si sottopose ad una visita, e dopo qualche giorno le dissero che era gravemente malata, si trattava di qualcosa a che fare con i polmoni. Non mi disse di cosa si trattasse ma sentii qualcosa dentro che mi distrusse. Mi scese una lacrima, mi disse di non piangere, che era inutile. Continuò. Disse che da quando seppe cosa aveva le cadde il mondo addosso, non lo disse a nessuno, all’infuori del suo amico. E ce ne volle di tempo per dirlo anche a lui. A scuole le compagne di classe le dicevano che in quel periodo era apatica, nonostante non sapessero quello che le stava capitando. E questo succedeva ogni giorno, una vera e propria tortura. Voleva urlare a tutto il mondo che a quell‘“apatia” c’era un perchè, che non era tutto okay come era solita dire, che la sua non era normale stanchezza, ma distruzione. Si fermò per un po’, vedevo i suoi occhi, volevano comunicare qualcosa. Le dissi che se voleva piangere poteva farlo liberamente, sarei stata la sua spalla per quella mezz’oretta. Non pianse, disse che nella vita bisogna essere forti e che di lacrime ne aveva già versate troppe. Riporto le sue parole :A volte la vita ti pone degli ostacoli, non perchè sei una brutta persona o perchè voglia farti sbagliare percorso, ma per dimostrare che sei una persona forte, e se la vita ha deciso di affidare a te questi ostacoli è perchè sa che tu puoi superarli.
Continuammo a parlare, non mi disse come finì, ma potevo immaginare. Mi accennò, o almeno mi fece capire che lei era la nonna della ragazza, e che non c’era persona al mondo a cui volesse più bene. Non un bene come tanti, un bene diverso. Mi fece capire che se ne era andato un pezzo di lei, ma le dissi che doveva tirare avanti, doveva essere forte. Quello è stato un ostacolo per lei e per la ragazza, lei è andata avanti, ci stava riuscendo, era difficile, ma ce la stava facendo, lei era forte, lo poteva superare. E’ la vita, alla fine lei sceglie per te, e tu scegli per lei.
Maggio 17, 2013 / 4 note
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Maggio 17, 2013 / 838 note

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(via ifyoudareloveme)

Rino si chiuse la giacca. “Non parlare di libertà. Tutti sono bravi a parlare di libertà. Libertà di qua, libertà di là. Ci si riempiono la bocca. Ma che diavolo te ne fai della libertà? Se non hai una lira, un lavoro, hai tutta la libertà del mondo ma non sai cosa fartene. Parti. E dove vai? E come ci vai? I barboni sono i più liberi del mondo e muoiono congelati sulle panchine dei parchi. La libertà è una parola che serve solo a fottere la gente. Sai quanti stronzi sono morti per la libertà e nemmeno sapevano che cos’era? Sai chi sono gli unici ad averla? La gente che ha i soldi. Quelli si..”

- Come dio comanda, Niccolò Ammaniti.

(via matermorbi)
mh..

(via milkshakedilacrime)

Maggio 16, 2013 / 38 note